giovedì 28 maggio 2015

bilancio di fine anno, il corsivo

Cominciamo con la cosa che ci interessa di meno, il corsivo.
In una prova che considero finale abbiamo avuto questi risultati:

La percentuale delle prove positive è buona, ma bisogna tener conto del fatto che altri tre alunni non hanno nemmeno fatto la prova.
Per le 5 prove negative c'è da segnalare che l'imprecisione, la sciatteria e il mancato compimento sono da addebitarsi più a mancanza di volontà che di capacità.
Comunque tre di quei cinque frequenteranno, dal 15 al 26 giugno un corso di recupero che abbiamo organizzato a scuola.
Le prove sono state valutate con un certo rigore. Pubblico solo quelle sufficienti.
Chi volesse ricevere la copia corretta della prova (sufficiente o no) del proprio figlio, può contattarmi per posta, diario o facebook.
Come si vede, per la prova è stata utilizzata la riga tedesca che è più spartana della nostra, l'anno prossimo adotteremo un quaderno con questa rigatura per la calligrafia.



giovedì 16 aprile 2015

PARLIAMO DI BULLI



































LAVORIAMO SUL LINGUAGGIO
Il bullo fa male, picchia, aggredisce. Da queste situazioni concrete arriviamo facilmente all'idea della violenza.
Il bullo scrive sui muri, rompe i vetri, danneggia le cose. Qui, per loro, è davvero difficile arrivare al termine vandalismo e dunque la parola la suggerisco io, dando anche qualche ragguaglio storico, che per ora andrà perso.
Ma la parola mi serviva, perché, per il bullo dice le parolacce, mi era utile dire che anche la terza parola che cerchiamo ha la stessa lettera iniziale. il suggerimento non cade nel vuoto e qualcuno arriva alla volgarità.
UTILIZZO DELLE FAVOLE
Il bullo fa i dispetti, fa paura, minaccia. Come dirlo con una parola? E' il momento di raccontare la favola del lupo e l'agnello. 

















Alla fine sono in molti a concludere che il lupo è prepotente e che questa è anche una caratteristica del bullo.
Si avvicina l'ora dell'intervallo e la bidella porta la merenda di oggi, gelati.
Prodromi di tumulto. Intervengo dicendo che anzi, la calma va mantenuta più del solito, giacché un eventuale ritardo dell'inizio dell'intervallo provocherebbe l'irrimediabile scioglimento dei gelati.
A questo punto, immancabilmente, c'è sempre qualcuno che dichiara: tanto a me il gelato non mi piace (la ripetizione del pronome personale, in questi casi, non è un errore, ma un sintomo). Avviso dunque la classe che proprio da quella frase ripartiremo, dopo l'intervallo.

















Dopo l'intervallo racconto una versione abbreviata e corretta della fiaba Il gigante egoista di Oscar Wilde.
Al termine definiamo l'egoista come una persona che pensa solo a sé e non anche agli altri.
Stabiliamo che è un aggettivo che ben si adatta al bullo, ma anche a quello a cui, tanto, il gelato non piace.


LETTURA

seconda parte
























mercoledì 1 aprile 2015

Compiti delle vacanze

Riordina le parole per formare una frase che abbia senso.

TETTO  GATTO SUL MATTO UN SALTA 
UOVO UN LA FA GALLINA
NUOTA FIUME IL NEL COCCODRILLO
TOPO UN FORMAGGIO IL MANGIA

giovedì 26 marzo 2015

La legalità 3

Ieri abbiamo visto che a decidere se è stata rispettata o no la legge sono i giudici.
Oggi faremo due processi, in cui sarete voi la giuria.

PRIMO CASO
Il signor X è stato sorpreso a rubare una mela in un supermercato.
ACCUSA: come vedete, non ci sono dubbi, in questa fotografia della telecamera di sorveglianza si vede benissimo X che ruba una mela. Sicuramente è colpevole e va condannato.
DIFESA: il signor X è senza soldi, senza lavoro e non mangiava da quattro giorni, va assolto.
VERDETTO (i giudici votano uno alla volta): assolto (all'unanimità).
MOTIVAZIONE (molte voci): non si può morire di fame.

SECONDO CASO
La signora Y è stata sorpresa a rubare una coca cola in un supermercato.
ACCUSA: come vedete, non ci sono dubbi, in questa fotografia della telecamera di sorveglianza si vede benissimo Y che ruba una coca cola. Sicuramente è colpevole e va condannata.
DIFESA: era un giorno in cui faceva molto caldo e la signora Y moriva di sete, va assolta.
VERDETTO (i giudici votano uno alla volta): colpevole (all'unanimità).
MOTIVAZIONE (molte voci): se uno ha sete può bere l'acqua.

Bravi, siete stati una buona giuria. Ma ho un'ultima domanda. Per sapere quello che si può o non si può fare, bisogna telefonare a un giudice o dobbiamo saperlo noi?
Youssef: dobbiamo saperlo noi.
Giusto, ognuno di noi ha una specie di giudice, dentro di lui, che gli dice se sta facendo una buona o una cattiva azione.
Qualcuno di voi sa come si chiama questo giudice?
............
Non importa, ve lo dico io, tanto ne riparleremo, si chiama coscienza.
Angela: ah, si. E' il grillo parlante di Pinocchio.